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Contraddizione fatta a misura di donna. Lunatica, sognatrice, impulsiva, provvista di scarsa autostima (a parte quando sale alle stelle), teatromane e palcodipendente, ha sviluppato col tempo un'assuefazione acuta da polvere del suddetto (palco). Un giorno vorrebbe essere Lady Macbeth, fra qualche anno... la pazienza è sua virtù ( a parte quando è impaziente).Disordinata cronica, trova rifugio tra i libri e le scartoffie di un certo Prospero. Affascinata dalla magia in ogni sua forma, vorrebbe farsi adottare per divenire la sua Miranda, a tutti gli effetti.





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Deserto d'Africa
lunedì, 28 novembre 2005 || commenti (3)

Deserto D'Africa  

 Deserto d'Africa
carezzato dal vento
è una sera azzurro terso
su stelle di cristallo

E' il vento d'Africa
che ha saltato il mio mare
portando sul mio davanzale
sabbia di deserto.

Ciò che ispira il mio viaggio
a cui aspira il mio cuore
è sete di ventura
e fame d'amore
è un miraggio, una strada
che è la via delle dune
cammelli che portano in dono al faraone
saggezza di deserto.

Da libri di favole
storie di fate,
maghi ed eroi,
mi attendo sereno

da libri di regole
storie di uomini
cibo, ideali
mi attendo una strada

che sia strada vera
e dal fato benvoluta,
che porti prosperità,
saggezza di deserto

Il vento d'africa
che carezza il deserto
è una sera azzurro terso
su stelle di cristallo

(Ivan Segreto) 

 


Inverno
sabato, 26 novembre 2005 || commenti (4)

E un altro giorno se ne va.

Gli armadi di casa altrui riempiti con abiti invernali. Tessuti leggeri, caldi del sole d'estate sostituiti da maglioni e cappotti. Lunghi stivali per infilarvi piedi infreddoliti. Calzettoni multicolor, morbidi morbidi, da indossare davanti al fuoco, nelle fredde serate che profumano di neve e appannano il respiro. Ho svuotato gli armadi nella mia stanza. Passerà un'altra stagione, altri quattro mesi prima di farvi ritorno definitivamente.

Nonostante tutto, nonostante questa "precarietà della dimora", respiro serena. E mi alzo al mattino ed esco per strada: tutto splende e la vita è una grande battaglia da affrontare, una gran bella battaglia!


Paolo Ferrari in uno spettacolo da non lasciarsi scappare
giovedì, 24 novembre 2005 || commenti (2)

Sostiene Pereira: la scheda di sala



Pereira non è un partigiano che combatte per la libertà del proprio popolo, non è un eroe romantico in lotta contro il mondo e, per sua stessa affermazione, non scrive certo come Thomas Mann. È il primo a riconoscere che «non è facile fare del proprio meglio in un paese come questo»: vive a Lisbona in piena dittatura Salazarista, ma è facile dare della sua vicenda un’interpretazione universale. Pereira è un giornalista attempato e sovrappeso, l’«oscuro direttore della pagina culturale di un modesto giornale del pomeriggio», il Lisboa. All’inizio della storia non è altro che questo. Una vita tranquilla, modesta ed abitudinaria, anche se a tratti tormentata dalla segreta ricerca di qualcuno, un autore forse, che riesca a trasformarlo e lo faccia diventare quello che non ha mai osato essere. E’ rassegnato, perché fermamente convinto dell’impossibilità di mettere in atto qualsiasi forma di ribellione e di espressione della propria coscienza. A salvarlo e a renderlo autore di se stesso sarà Francesco Monteiro Rossi, il ragazzo che cura i “coccodrilli” del Lisboa. La «confederazione d’anime» che vive nel vecchio giornalista, da troppo tempo vittima di un Io egemone accomodante, verrà rivoluzionata. Pereira è nato dall’immaginazione di Antonio Tabucchi, al cinema è stato interpretato da Marcello Mastroianni, ed in teatro è arrivato in scena sotto la regia di Teresa Pedroni, con uno spettacolo che ripercorre il suo percorso verso la propria responsabilità civile e politica. In una scenografia metafisica, realizzata da Alessandro Chiti, gli attori agiscono in mezzo a quinte trasparenti su cui, appena percepibili, passano immagini evocative, giocate sui toni del grigio e dell’azzurro. Gli stessi personaggi che Pereira incontra sono quasi più sollecitazioni emotive che figure reali, come se, attraverso gli incontri, il protagonista potesse sovrapporsi alla sua immagine letteraria e fare il percorso del libro. Tutto è evocazione, lampo, sensazione, tratteggio di una trasformazione da uomo comune ad eroe. Una metamorfosi evolutiva che Pereira sostiene possibile. Speriamo.

Lorenzo Barello



Il lanciatore di coltelli
sabato, 19 novembre 2005 || commenti (4)

Storia e leggenda del lanciatore

(Vecchioni)

Mio nonno li lanciava sempre
spalle al bersaglio,
senza voltarsi mai,
senza il minimo sbaglio:
e io stavo a guardarlo
innamorato perso
sulla riva del fiume,
seguendo i suoi coltelli volare
leggeri come piume...

E mio padre m'insegnò a lanciarli
ad occhi chiusi, perché si mira con il cuore,
perché un vero lanciatore di coltelli
ricama la vita, non tira mica per colpire
;
e mio padre m'insegnò che i venti
cambiano sempre e ti imbrogliono le dita
e non c'è memoria dei tiri precedenti
perchè´ ogni volta è una scommessa infinita.

E volavano su nel cielo
lungo invisibili fili d'oro
i coltelli di mio padre e di mio nonno,
ogni tiro era un capolavoro,
ogni lama prendeva una stella,
ogni stella si sparpagliava nel cielo,
e potevi finalmente vederla la vita
vederla, vederla davvero...

E così imparai a lanciarli
senza essere bravo,
forse per imitarli,
o forse perché amavo...

E volavano su nel cielo
lungo invisibili fili d'oro:
ma questi erano i "miei" coltelli
e lo vedevo che assomigliavo a loro
;
e ogni volta ero senza fiato,
e ogni volta mi guardavo la mano,
"Ma come ho fatto? Ma com'è che è stato?
Com'è che vanno così lontano?"?

E volavano su nel cielo
come ricordi, come paure,
queste piccole cose di uomo
che sono ritorni, che sono avventure
e anch'io ogni tanto prendevo una stella,
e illuminavo uno sputo di cielo
e potevo finalmente vederla, la vita,
vederla, vederla davvero!

All'alba raccoglievo i coltelli
di mio padre e di mio nonno;
e loro non mi dissero mai
che viaggiavano dentro un sogno;
che, finito il momento magico
del suo coltello in volo,
il lanciatore
è solo.


Sai perché mio nonno è campato cent'anni?
venerdì, 18 novembre 2005 || commenti (2)

Se c'è qualcuno che proprio non sopporto è chi crede di essere l'unico detentore della verità.

Ieri sera, sul tram, di ritorno dall'abituale lezione di canto, non ho potuto fare a meno di guardarmi intorno. Ho visto facce scure, inspessite dalla noia, schiavi senza sogni della più tetra abitudine. E pensi che del tuo futuro forse hai poche certezze, ma una cosa è certa: farai di tutto per non essere come loro. Piccoli impiegati grigi in fila ordinata dietro ad ancor più grigie scrivanie.

Lotterò con tutte le mie forze per il lavoro che sogno.

E' vero. Forse le mie sono piccole forze. Fin da bambina ho sempre teso a stancarmi con facilità. E' pur vero che non ho mai smesso di lottare, ottenendo vittorie che gli uomini di vita facile, quelli per cui tutto è troppo comodo, riescono a malapena ad immaginare. Che questi piccoli uomini tacciano. Che non giudichino le mie scelte. Che cessino i loro stupidi consigli. Lavorerò e avrò la mia vita. Lontana anni luce dalla loro supponenza.

Se mai qualcuno di loro capitasse da queste parti, uno a caso...che legga con attenzione. E che abbia il buon gusto di tacere.


A Clà
giovedì, 17 novembre 2005 || commenti

Claudio Baglioni

Non posso rinnegare i vecchi amori. La prima musicassetta,  acquisto casuale in quell'autogrill della bassa veneta. Quattordici anni, ero digiuna ancora della sua voce...  note capaci di attanagliare le viscere in una morsa dolceamara, spezzando il fiato. Un colpo di fulmine in piena adolescenza.

Passa un anno. La stessa cassetta. Singhiozzi e lacrime al ritorno da Parigi. Una cotta e i miei quindici anni. Il tempo passa...

"Domani ci sarà altra gente, occhi diversi e voci e un cuore per segnare le ore lente e gli anni veloci".

Negli anni dell'assenza, quando era sforzo sovrumano trascinarsi per il mondo con il terrore di essere scoperta. Che gli altri potessero leggere tra i tuoi lineamenti devastati la maledetta "diversità" che ti contrassegnava. E speravi di poter afferrare anche tu, un bel giorno, quel "gancio in mezzo al cielo". I giorni in cui perfino la musica  arrecava disgusto perché nulla, la benchè minima cosa, suscitava in te qualsiasi reazione, il benché minimo interesse.

E quando guarisci e ritorni alla vita. L'entusiasmo di riimmergersi nel flusso, riprendere ad ascoltare quelle note, entusiasmarsi, di nuovo, con rinnovato stupore.

" E non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso. Figlio di un cielo così bello. Perché la vita è adesso"

I primi amori. "Ora che ho te amo l'altra gente". E muoiono e sono gli stessi amori. I giorni della paura, dell'attesa, dell'elaborazione del lutto. Quando afferri a piene mani la consapevolezza di potercela fare, di dover e poter contare sulle tue sole forze.

Quando vorresti andartene, fuggire per ricominciare tutto daccapo. Quando prendi coscienza della verità: che ovunque andrai porterai appresso il tuo fardello di preoccupazioni. Che si può cambiare "ospedale", ma il "morbo" rimarrà immutato. E tuttavia non puoi fare a meno di sognare di fuggire via.

Ovunque, con il bello e il cattivo tempo, la colonna sonora della mia vita. Passo dopo passo.

 


Rincorse
mercoledì, 16 novembre 2005 || commenti

E  nonostante tutto ricominci a correre. I doppiaggi e i più numerosi turni da uditrice. Perchè "assistendo si impara". E decidi di spostarti a Milano almeno una volta a settimana, in P.V. Perché è legge in questa professione: "bisogna sempre muoversi su diverse piazze".

Unico neo: ho mancato "Prova d'attore". La data, limite di scadenza per consegnare il materiale, era l'unidici novembre. Avevo interrotto le prove il giorno dell'incendio. Poi è svanita la volontà di terminare l'opera. Tuttavia posso affermare con certezza, davanti a tanta riconquista di energie, di riuscire a riprendere il cammino per rincorrere nuove audizioni, al più presto.

La vita continua, si diceva.

A volte imperversa il vuoto, assordante e spietato. "Il compagno dalle orecchie a punta" non c'è, non più. Farmene una ragione? Non posso pretendere tanto da me stessa. Non ancora.


martedì, 15 novembre 2005 || commenti (1)

La chanson des vieux amants ( Jaques Brel)

Bien sûr, nous eûmes des orages
Vingt ans d'amour, c'est l'amour fol
Mille fois tu pris ton bagage
Mille fois je pris mon envol
Et chaque meuble se souvient
Dans cette chambre sans berceau
Des éclats des vieilles tempêtes
Plus rien ne ressemblait à rien
Tu avais perdu le goût de l'eau
Et moi celui de la conquête

Mais mon amour
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour
Je t'aime encore tu sais je t'aime

Moi, je sais tous tes sortilèges
Tu sais tous mes envoûtements
Tu m'as gardé de pièges en pièges
Je t'ai perdue de temps en temps
Bien sûr tu pris quelques amants
Il fallait bien passer le temps
Il faut bien que le corps exulte
Finalement finalement
Il nous fallut bien du talent
Pour être vieux sans être adultes


Oh, mon amour
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour
Je t'aime encore, tu sais, je t'aime

Et plus le temps nous fait cortège
Et plus le temps nous fait tourment
Mais n'est-ce pas le pire piège
Que vivre en paix pour des amants
Bien sûr tu pleures un peu moins tôt
Je me déchire un peu plus tard
Nous protégeons moins nos mystères
On laisse moins faire le hasard
On se méfie du fil de l'eau
Mais c'est toujours la tendre guerre

Oh, mon amour...
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour
Je t'aime encore tu sais je t'aime.
 

 

 

Certo ci fu qualche tempesta
anni d'amore alla follia.
Mille volte tu dicesti basta
mille volte io me ne andai via.
Ed ogni mobile ricorda
in questa stanza senza culla
i lampi dei vecchi contrasti
non c'era più una cosa giusta
avevi perso il tuo calore
ed io la febbre di conquista.
Mio amore mio dolce meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.
So tutto delle tue magie
e tu della mia intimità
sapevo delle tue bugie
tu delle mie tristi viltà.
So che hai avuto degli amanti
bisogna pur passare il tempo
bisogna pur che il corpo esulti
ma c'é voluto del talento
per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.
Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.
Il tempo passa e ci scoraggia
tormenti sulla nostra via
ma dimmi c'é peggior insidia
che amarsi con monotonia.
Adesso piangi molto dopo
io mi dispero con ritardo
non abbiamo più misteri
si lascia meno fare al caso
scendiamo a patti con la terra
però é la stessa dolce guerra.
Mon amour
mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'ame.


Catena bloggereccia
lunedì, 14 novembre 2005 || commenti (4)

I TRE BLOG CHE SALVEREI :

Maghettablog:  E' stata la prima blogger con cui ho fatto conoscenza, ma chiamarla blogger è estremamente riduttivo. Giulia è...una bimba che si diverte ironizzando sulla vita e sul  mondo. Una faccetta da cartone animato, come i disegni che colorano le sue meravigliose vignette. Giulia è il suo viso imbronciato, i suoi momenti di entusiasmo e le lacrime trattenute nei post in cui cerca di mettersi a nudo, con tenera semplicità e cuore sincero. E non le date retta quando proclama:"chi legge Maghetta Streghetta cerca l'intrattenimento non intelligente". Perchè Giulia è tante buffe smorfie da bimba ma non solo. Dietro ogni sua parola si intravede con chiarezza lo spirito di ognuno di noi. La fatica di lasciarci alle spalle i giochi dell'infanzia e la consapevolezza di essere ormai grandi, ma non troppo. Per fortuna. Spero anch'io, con tutto il cuore, di poterla abbracciare al più presto e così consolidare la nostra amicizia. Ti voglio un mare di bene streghina!!!

Curiosidelmare: Sicuramente salverei il blog di Klimt77. L’oceano di Carlo è un pianeta in cui ogni viandante si lascia piacevolmente cullare tra immagini da sogno, poesie e riflessioni, mai scontate o banali.  Visitare Curiosidelmare è come ritornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro. E’ lasciarsi alle spalle ogni grigia tristezza per immergersi tra onde di parole che sprigionano sogni e luccicanze. Un animo da poeta e il cuore d uni cantastorie. Posso sempre contare su una sua parola o un pensiero gentile. Una persona di grande umanità… e non è poco. Grazie Carlo!!!

Ayameinwonderland: Un blog da preservare, da sfiorare con estrema delicatezza. Si ha quasi paura di gualcire le parole  che danno vita e palpito all’animo di Chiara. Un mondo di Alici e Stregatti, un paese lontano in cui ciascuno può ritrovarsi specchiandosi in ogni singola emozione-creazione di un’anima fragile e forte, dolce e disincantata. Auguro a Chiara tutto il bene di questo mondo e mille e mille post ancora da riempire e mille e mille storie ancora da raccontare. Una pace e una felicità nuove e nuovi sorrisi.  



I TRE BLOG CHE BUTTEREI:

E la cosa si fa difficile. Generalmente  mi limito a non leggere i blog che non riesco a tollerare. Fare dei nomi? Oppure, come Giulia, segnalare quelli che butterei  per il fatto di esservi troppo affezionata?

Mi limiterò a segnalare tre categorie di blog “ da evitare”. A mio parere, naturalmente.

I blog “maledetti”: Appartengono generalmente al gentilsesso. Tanto fumo e poco arrosto. Racconti di vite al limite, tanto esibizionismo e sincerità inesistente. Non posso essere scandalizzata da tante e tali parole. Il rischio è che siano di cattivo esempio,pericolose esche per adolescenti fragili e facilmente soggette al plagio. Solo questo basterebbe per censurarli. Chi sa leggere con intelligenza potrà riscontrarvi un gusto dell’estremo che tutto può suscitare tranne che paura, fascino o raccapriccio. Per esperienza personale, posso affermare di aver riscontrato reali perversioni in persone che apparentemente si presentano sotto una facciata di assoluto perbenismo. Sono le più pericolose.

I blog “sessodipendenti”: Non mi reputo bacchettona. E nemmeno perbenista. Adoro il sesso. Forse è perché al di là del puro divertimento, gli attribuisco ancora un valore.Sentirne parlare in ogni salsa, raccontato e descritto come atto macchinoso e perverso, provoca in me un notevole disgusto.

I blog “politicalpseudointellettuali”: La politica scritta da presunti custodi di verità assolute. Là dove tra nero e bianco non sussistono sfumature di genere. La mancanza di obiettività. Quelli che aggrediscono chiunque abbia un’ opinione discorde alla loro. Da evitare. 

 

Passo il testimone a : 

Tempodivivere  

Poetessadelvento  

Sebastiano3555 


Lunedì 31 ottobre
lunedì, 07 novembre 2005 || commenti

Te ne sei andato un lunedì pomeriggio. Di te rimane un guinzaglio e un piccolo livido, proprio sotto il mio occhio. Non sei stato tu e non occorre chiedere perdono. La notte ti trasformava. Estraneo al mondo, lo sguardo smarrito di chi comprende l’avvento dell’Ora. Se solo fossi stato randagio avresti imboccato la tua strada per allontanarti dal branco, consapevole della fine imminente.

Ma non ti abbiamo abbandonato. E come avremmo potuto? Compagno fedele di undici anni di vita. Come dimenticare le mille corse, quelle pigne lanciate in aria che rapido afferravi al volo, i salti nella neve: era facile la vita, intensa e colma di allegria. Voglio ricordarti così, come eri allora. Il pelo lucido e setoso, le zampe forti, pronte a tendersi nella corsa con gioiosa elasticità. Le tue pazze nuotate nei laghi in montagna. Uscivi dall’acqua e scrollando il manto ci annaffiavi con soddisfazione. Eri un re e il mondo il tuo grande pianoro. Lo stesso dove hai giocato quel lunedì, lo stesso dove hai provato ad afferrare le tue ultime pigne. C’erano tutti con te, quasi tutti. Perdonami se non ho avuto il coraggio di accompagnarti. C’erano mamma e papà ad accarezzarti mentre ti allontanavi per sempre. Il sonno ti ha sorpreso con dolcezza. Per mano di Marilena, con un gesto di pietà dolorosa e difficile,te ne sei andato conservando ancora la tua dignità canina.

Addio Grog. Va’. Ti aspettano grandi spazi dove poter finalmente correre, libero, con zampa leggera, lontano dalla fatica e dal dolore. Ancora una leccata.

Resta un vuoto soffocante e troppo, troppo silenzio.